Il giardino segreto – Banana Yoshimoto

“‘Voglio vivere.’ Era questo il messaggio che, ostinatamente, trapelava da quel giardino.”

“Una cosa è certa: vedere quel giardino aveva determinato una svolta decisiva dentro di me. … Provavo invidia per la forza di spirito e la perseveranza su cui si fondava quel giardino. Ero ancora immatura, del tutto immatura, e chissà se sarei mai riuscita ad arrivare a risultati come quello. Ma probabilmente ne sarei stata capace.”

“Quando una persona si dedica con tanta passione a un progetto, questo deve per forza arrivare anche ad altri. Dovevo bruciare anch’io. Di vita, giorno dopo giorno.”

Questo è il “mio” secondo libro di Banana Yoshimoto, il primo è stato, ovviamente, KitchenIl giardino segreto fa parte di una quadrilogia intitolata Il Regno (Okoku) i cui volumi hanno tutti la stessa protagonista, Shizukuishi, ma sono in realtà indipendenti. Perciò, pur essendo questo il terzo romanzo, credo si possa comunque parlarne senza fare riferimento agli altri volumi (Andromeda Heights, 2002; Il dolore, le ombre, la magia, 2004; Another World, 2010).

Il “giardino segreto” del titolo è il cuore del romanzo perché è a partire da questo luogo magico che la protagonista si decide a crescere ma, soprattutto, a vivere. Il creatore del giardino è Takahashi, un ragazzo disabile le cui limitazioni fisiche sembrerebbero impedirgli di realizzare un’opera così magnifica: un giardino splendido che sembra superare la Natura stessa. La scoperta del giardino segreto di Takahashi comporta per Shizukuishi una perdita dolorosa e, allo stesso tempo, un arricchimento interiore. Il pensiero del giardino e di Takahashi le fanno apprezzare la vita nonostante la sofferenza, la sua bellezza e le infinite possibilità che si dispiegano e si offrono nonostante i limiti individuali, siano essi fisici o mentali.

La trama è in realtà molto semplice e forse lo è anche il significato trasmesso che però viene troppo spesso dato per scontato (e per questo “segreto”): la vita è splendida come un giardino rigoglioso e anche se siamo limitati possiamo renderla magnifica.

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