Memorie di una geisha – Arthur Golden

Memorie di una geishaDiventare una geisha poteva rappresentare una grande fortuna o una terribile condanna: se da un lato ciò permetteva a giovani donne di costruirsi un futuro quando sembrava che non ce ne fosse uno, dall’altro le costringeva ben presto a una vita di servilismo nei confronti degli uomini.

Non solo il loro unico scopo era piacere agli uomini e procurare loro piacere, ma veniva loro impedito anche di essere padrone del proprio corpo e della propria vita. Il miglior offerente, infatti, poteva, in seguito a una sorta di duello a colpi di banconote, conquistarsi come premio il mizuage di una giovanissima geisha, spesso del tutto inconsapevole di cosa fosse il proprio mizuage. E naturalmente, non era concesso a nessuna geisha di innamorarsi. Certo, poteva capitare che il loro danna, o protettore, fosse particolarmente affettuoso e che fra i due si instaurasse una relazione amorosa ma, come afferma la sorella maggiore della protagonista, ciò accadeva molto raramente. Se si scopriva che una geisha aveva un amante, quest’ultimo veniva subito allontanato e la geisha punita.

Una geisha non è altro che un oggetto di desiderio o un animale da compagnia. Se è vero che le geishe, a differenza delle comuni prostitute, avevano la possibilità di imparare l’arte della danza, della musica, della cerimonia del tè e della conversazione, ciò non significa tuttavia che esse fossero ritenute all’altezza di studi avanzati, in discipline scientifiche o umanistiche. Le geishe, insomma, non studiavano per cultura personale o per diventare, un giorno, capo di un’azienda, ministro o medico. Tutto ciò di cui le geishe potevano godere, gli abiti, i cosmetici, il cibo, gli studi di danza e musica, era indirizzato al solo fine di dilettare gli uomini.

Se questo mondo sta scomparendo, dunque, non posso che esserne contenta. Forse all’epoca, molte giovani donne si sono salvate da una vita di povertà estrema ma mi auguro che nel XXI secolo si possano trovare altre vie per permettere alle donne di avere un futuro felice, e soprattutto, vie che non costringano le donne al servilismo verso gli uomini.

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