L’écume des jours – Boris Vian

L' écume des joursAspettandomi un racconto romantico e realistico dell’età del jazz, scoprire che si trattava di una storia del tutto inusuale, a metà tra la fantascienza e la tragedia, mi ha lasciata sgomenta. Certo, è stato un mio errore non informarmi preventivamente sulla natura letteraria di quest’opera che, peraltro, sin dall’inizio è cosparsa di indizi sulla distanza della narrazione dal reale. Ma nemmeno quanto ho letto in seguito sul retro della copertina avrebbe mai potuto darmi l’idea di quanto era contenuto nel romanzo: un vero miscuglio di romanticismo, jazz, atmosfere surreali e un finale tragico che batte persino Romeo e Giulietta. Nel complesso, non credo che questa sia una descrizione dell’età del jazz ma senz’altro il jazz e i suoi autori rimangono perennemente sotto la superficie di questo testo che, se si presenta povero nella trama, è però ricco di giochi e invenzioni linguistiche e situazioni fantasiose. Ma in fondo questo scontro tra realtà e sur-realtà viene perfettamente sintetizzato da Vian stesso nella sua premessa: “… l’histoire est entièrement vraie, puisque je l’ai imaginée d’un bout à l’autre.”

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